Giustizia e libertà per Kassim !
A quando la liberazione
di Abou ElKassim Britel ?
Abou Elkassim Britel libero e vivo/libre et vivant/free and alive
altri aggiornamenti sul blog : LIBERTÀ PER KASSIM
Amare giornate marocchine 6 luglio 2008
Ho visto Kassim, ancor più magro del solito, non perde la speranza, ma … leggi tutto >>>
Un altro viaggio ed un articolo sulle prigioni marocchine 28 giugno 2008
Sono in partenza per il Marocco, mi potrò rendere conto dello stato di salute di Kassim. Non so cosa mi attende, Kassim ed io siamo sereni, la speranza non muore anche se la situazione permane stagnante e sempre di grande sofferenza.
Segnalo un articolo pubblicato da L' Eco di Bergamo il 23 giugno: «Quelle carceri choc Ecco le Guantanamo del mio Marocco» (per leggerlo cliccare sul titolo).
Per gli articoli in occasione della Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura, visitate www.kassimlibero.splinder.com. Lì è possibile lasciare un saluto, o un commento, sarà per me un piacere riferirne a Kassim. Grazie a chi continua a seguirci e a sostenerci khadija
Non dimentichiamo Abou ElKassim Britel nella Giornata mondiale ONU a sostegno delle vittime di tortura
Nel carcere di Oukasha i detenuti islamici hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame, aderendo all'accorata richiesta di dieci associazioni riunite in un gruppo di lavoro che si pone come interlocutore delle autorità marocchine. Troppo rischio di vita ad oltre 80 giorni di sciopero della fame, troppa pena per le famiglie … leggi tutto >>>
SCIOPERO DELLA FAME DI CENTINAIA DI ISLAMICI NELLE PRIGIONI DEL MAROCCO
di Souad Mekhennet
MARRAKESH, Marocco – Da marzo uno sciopero della fame si è diffuso tra gli islamici nelle prigioni del Marocco, secondo ufficiali statali ed il responsabile di un gruppo di sostegno ai prigionieri.
Almeno 300 prigionieri ora stanno rifiutando in parte o del tutto il cibo, e 25 sono ormai molto deboli, ha affermato Abderrahim Mouhtad che conduce l'associazione di supporto, Ennassir, o 'L'aiuto'. Ci sono stati rapporti secondo i quali i detenuti vengono alimentati per via endovenosa.
Molti degli scioperanti - ha riferito - sono fra le 1.400 persone condannate per terrorismo a seguito degli attacchi terroristici avvenuti a Casablanca nel 2003, durante i quali almeno una dozzina di attentatori suicidi uccisero più di 40 persone in un albergo, in un ristorante e in locali ebraici. I prigionieri in sciopero della fame stanno chiedendo nuovi processi o la liberazione immediata, sostenendo l'iniquità dei loro processi e che alcune confessioni furono estorte.
Moulay Hafid Benhachem, l'ufficiale delegato a dirigere le prigioni del Marocco, secondo la recente riorganizzazione, ha declinato l'invito ad essere intervistato. Ma due funzionari statali marocchini hanno confermato gli scioperi della fame in 11 prigioni. Hanno parlato in forma anonima, perché non è stato permesso loro di discutere pubblicamente la questione.
Uno scioperante, raggiunto telefonicamente in una prigione della città di Kenitra, a nord della capitale Rabat, ha dichiarato che i prigionieri vogliono giustizia. "Siamo stati coinvolti in processi di massa e condannati a lunghe pene, anche se ciò non parve evidente", ha affermato il detenuto, che si è presentato come Mourad Sarouf, dicendo di esser stato falsamente accusato di appartenere ad un gruppo che progettava attacchi in Marocco. "Noi vogliamo avere processi equi."
In passato, con gli scioperi della fame i detenuti islamici hanno ottenuto diritti addizionali, incluso l'uso esclusivo di stanze coniugali. Ma questa volta, il governo ha rifiutato di negoziare, ha affermato il Signor Mouhtad.
Un altro detenuto, contattato telefonicamente, Abu Elkassim Britel, ha affermato di aver bevuto solamente acqua e di aver mangiato solamente piccole quantità di zucchero da marzo per protestare contro l'accusa di appartenenza ad un'associazione terroristica per la quale fu condannato a nove anni.
Il Parlamento europeo ha steso un rapporto sul suo caso nel febbraio 2007, dicendo che il Signor Britel, cittadino italiano di origine marocchina, era stato arrestato in Pakistan nel marzo 2002, interrogato da ufficiali statunitensi e pachistani e poi era stato spedito in Marocco. Il rapporto sostiene che egli era stato indagato in Italia prima di recarsi in Pakistan, ma che l'indagine italiana fu chiusa con l’archiviazione senza alcuna accusa a suo carico. Il rapporto parlamentare esorta il governo italiano ad effettuare passi concreti per la sua liberazione.
"Io voglio la mia liberazione", ha affermato. "Anche il Parlamento europeo ha detto che sono innocente, e ha chiesto al governo italiano di tirarmi fuori di qui."
Uno dei funzionari statali ha detto che un detenuto in sciopero della fame è morto - non un prigioniero islamico, ma un uomo che si era unito alla protesta per esprimere le proprie rimostranze. Il Signor Mouhtad lo ha confermato.
http://www.nytimes.com/2008/06/21/world/africa/21morocco.html?_r=1&scp=1&sq=Hunger+
Strike+by+Hundreds+of+Islamists+in+Morocco+Jails&st=nyt&oref=slogin
Silenzio su Abou Elkassim Britel al 70° giorno di sciopero della fame
8 giugno 2008
70 lunghissimi giorni per lui e per gli altri detenuti islamici nel suo reparto ad Oukasha, giorni trascorsi nell'attesa di una risposta da parte delle autorità marocchine, densi di silenzi, ma anche di fatti gravi, dentro e fuori il carcere. Lo sciopero è praticato in 31 prigioni, qualcuno ha iniziato anche prima del 31 marzo … leggi tutto >>>
AMNESTY INTERNATIONAL – RAPPORTO 2008 28 maggio 2008 La situazione dei diritti umani in Italia
… Erosione dei diritti umani nella "guerra al terrore": le scelte dell'Italia
Nel corso del 2007 e della prima metà del 2008 le scelte dell'Italia circa il rispetto dei diritti umani nell'ambito della lotta al terrorismo si sono mosse lungo linee analoghe a quelle percorse negli anni precedenti. La politica del sospetto applicata alle espulsioni e una tenace riluttanza a fare chiarezza sugli abusi commessi in nome della "guerra al terrore" hanno caratterizzato l'approccio delle autorità di governo. In quest'ambito, l'Italia ha anche contribuito a mettere a rischio la tenuta del principio internazionale che impone il divieto assoluto di tortura.
Rendition
…Oggetto dell'indagine del Parlamento europeo anche il caso di Abou El Kassim Britel, cittadino italiano arrestato in Pakistan nel marzo 2002 dalla polizia pakistana, interrogato da agenti statunitensi e pakistani e successivamente consegnato alle autorità marocchine. Secondo la documentazione trasmessa alla Commissione dall'avvocato di Britel, dopo l'arresto il ministero dell'Interno italiano era stato in "costante cooperazione" con i servizi segreti stranieri. Abou El Kassim Britel è tuttora detenuto in Marocco. Le indagini della magistratura italiana nei suoi confronti si sono chiuse senza alcuna incriminazione.
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/953
Marocco e Sahara Occidentale
… Anti-terrorismo
Oltre un centinaio di sospetti militanti islamisti sono stati arrestati, per lo più dalla polizia. Tuttavia, la Direzione per la sorveglianza sul territorio, una forza di sicurezza accusata in anni precedenti di tortura e maltrattamenti, secondo le accuse, ha preso parte ad alcuni arresti. …
Centinaia di prigionieri islamisti condannati dopo le esplosioni di Casablanca del 2003 hanno continuato a richiedere una revisione giudiziaria dei loro processi, molti dei quali erano stati segnati da accuse non prese in considerazione di confessioni estorte sotto tortura. I detenuti della prigione di Sale hanno intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro le precarie condizioni carcerarie, compreso il maltrattamento da parte dei secondini e delle forze di sicurezza esterne al carcere, la mancanza di accesso a cure mediche, e limitazioni alle visite da parte delle famiglie.
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/841
6 anni fa Abou Elkassim Britel subiva extraordinary rendition dal Pakistan al Marocco 24-25 maggio 2008
ISLAMABAD, NOTTE TRA IL 24 E IL 25 MAGGIO 2002
Cappucci neri, una squadretta di professionisti addestrati alla preparazione del 'pacco' da spedire con volo speciale.
Il Gulfstream V N379P della CIA decolla alle 1.30 (ora di Greenwich) per Rabat Salé.
La consegna avviene la mattina del 25 maggio nelle mani dei servizi segreti marocchini, l'uomo-pacco che ne è oggetto, già scomparso dal 10 marzo 2002, resterà tale fino all'11 febbraio 2003.
Una scena dall'ingiustizia - in corso e lunga oltre 6 anni - che priva un essere umano della vita, dell'onore ma ancora non riesce a sottrargli la sua dignità : dallo scorso 31 marzo Kassim è in sciopero della fame nel carcere di Oukasha, dov'è rinchiuso in spregio della sua provata innocenza.
PER SAPERE, CAPIRE E NON DIMENTICARE
domenica 25 maggio 2008 alle 11.30 ascolta "Atlante" - il programma di Radio Popolare a cura di Roberto Festa.
La trasmissione si può sentire direttamente dal sito : http://www.radiopopolare.it dove sono reperibili anche le frequenze di ascolto della radio, e le istruzioni per il satellite: http://www.radiopopolare.it/ascoltaci/frequenze/
Foto dal video CONSEGNATO DI Andrea Minoglio, da vedere qui
Marocco : Continua lo sciopero della fame dei detenuti islamici 22 maggio 2008
Per 48 ore i detenuti già in sciopero della fame si astengono anche dal bere.
Ci sono stati incontri tra le famiglie, le associazioni che sostengono la forte protesta e la Direzione delle carceri, mentre funzionari si sono recati nelle prigioni per valutare le condizioni di detenzione.
Sono attese novità a breve, ed è urgente: molti sono i detenuti che hanno superato i 50 giorni di sciopero della fame. Quello di oggi è il 53° giorno di sciopero della fame per Kassim.
Prigione di Oukasha – reparto 6 – 46° giorno di sciopero della fame 15 maggio 2008
Marocco - Ristretti in 31 carceri, i detenuti islamici reclamano un deciso ed effettivo miglioramento delle loro condizioni, un trattamento dignitoso e rifiutano la promiscuità con i detenuti comuni.
Le famiglie si rivolgono insistentemente al Ministero della Giustizia, alla Direzione delle carceri, organizzano sit-in per sostenere l'agitazione e ricordare che la maggior parte di loro furono condannati a seguito degli iniqui processi del 2003.
La recente nomina reale del responsabile alla Direzione delle carceri e del suo staff ha dato il via ad una ricognizione generale con lo scopo di stabilire norme certe, mentre i detenuti, pur molto provati, proseguono nella loro azione sostenuti da diverse associazioni.
Anche Kassim è in sciopero della fame dal 31 marzo. Condivido con lui, come posso, la fatica e le sofferenze di questi giorni.
Ancora una volta sono fiera del coraggio e dell'equilibrio di mio marito che non si arrende, perché alla dignità non si rinuncia.
Da un articolo di Libération del 29 aprile a firma Narjis Rerhaye:
Il presidente dell'Osservatorio marocchino delle prigioni, OMP, Abderrahim Jamaï è un uomo in collera. E questa collera è percepibile nel lungo comunicato – appena reso pubblico – dell'ufficio esecutivo dell'Osservatorio. « La situazione delle prigioni è preoccupante, l'OMP non si accontenta di lanciare un grido d'allarme ma proposte concrete », questo il titolo del comunicato dell'OMP rivolto all'opinione pubblica.
… « Tutti noi siamo responsabili dello scandalo delle prigioni, esclama A. Jamaï. … I primi responsabili sono ai nostri occhi quelle istituzioni incaricate dei diritti. Intendo i procuratori, i giudici istruttori così come i giudici che applicano le pene. Delle persone vengono detenute per qualunque motivo. Dei minori vengono gettati in prigione. È proprio la libertà della persona che è sacra, non la magistratura».
L'OMP chiede la convocazione di una conferenza nazionale sul carcere in Marocco:
… « È tempo che ci si metta tutti attorno ad un tavolo per studiare la situazione nelle prigioni del Marocco e le condizioni detentive. È il solo modo per cercare di comprendere le ragioni di quella che oggi è una vera e propria crisi nell'universo carcerario…»
e una commissione d'inchiesta che elabori un rapporto
esaustivo, senza pressioni né compiacenza.. « Al termine, ed in base al lavoro fatto sul campo, i membri di questa commistione nazionale d'inchiesta saranno invitati ad elaborare proposte politiche, giuridiche ed amministrative affinché il carcere ricopra il ruolo che gli è proprio. Proposte che garantiscano anche la tutela dei detenuti e la sicurezza negli istituti di pena. L'urgenza è alle nostre porte, cerchiamo tutti insieme di salvare le nostre prigioni, perché sono nostri cittadini che esse ospitano », conclude A. Jamaï.
L'articolo originale del quotidiano marocchino LIBERATION, 26.04.08 : L'Observatoire des prisons tire la sonnette d'alarme è disponibile su Justice pour Kassim.
HUMAN RIGHTS WACHT : GLI ULTIMI RAPPORTI aprile 2008
"L'amministrazione Bush sostiene di non aver trasferito persone in detenzione all'estero per essere interrogate illegalmente. Ma noi abbiamo documentato più di una dozzina di casi, in cui i prigionieri furono spediti in Giordania per esservi torturati." Joanne Mariner, direttore terrorismo ed antiterrorismo di Human Rights Watch.
Double Jeopardy : CIA renditions to Jordan, nel capitolo Legal International Standards tratta anche dell'azione intrapresa da ACLU in favore di diverse vittime delle extraordinary renditions, tra cui Abou Elkassim Britel.
in inglese alla url : http://hrw.org/reports/2008/jordan0408/ (disponibile anche in arabo).
Dal Rapporto Mondiale 2008, riguardo al Marocco :
… Centinaia di persone sospettate di essere estremisti islamici e arrestate dopo gli attentati di Casablanca del maggio 2003 continuano a scontare pene detentive, nonostante una serie di misure di grazia reale che hanno permesso la liberazione di un centinaio fra di loro. Coloro che restano prigionieri hanno condotto uno sciopero della fame nel corso dell'anno 2007 per reclamare la libertà o una revisione della loro pena ed anche un miglioramento delle condizioni in carcere. Fra i più di cento prigionieri sotto il peso di una condanna a morte si contano almeno 20 persone sospettate di estremismo. Molti dei sospetti arrestati nel 2003 furono tenuti quell'anno in detenzione segreta per giorni o settimane, sottoposti a maltrattamenti e talvolta alla tortura durante il loro interrogatorio, e condannati nel quadro di processi iniqui. Da agosto 2006 la polizia ha arrestato almeno 500 persone sospettate di essere attivisti islamici. Secondo numerose testimonianze di detenuti e dei loro avvocati i servizi segreti persistono ad utilizzare un centro di detenzione non riconosciuto a Temara per interrogare persone sospettate di gravi delitti. Dei sospetti continuano a lamentare di essere stati torturati durante gli interrogatori, nonostante il numero delle denunce di tortura e di periodi in stato di fermo che hanno superato la durata prevista dalla legge, sia diminuito nel 2007, in rapporto al periodo che seguì immediatamente gli attentati di Casablanca del 2003. …
Il Marocco ha cercato di stabilire un rapporto privilegiato con l'Unione europea, che da parte sua spera ardentemente in una collaborazione nella lotta contro il terrorismo e l'immigrazione illegale, fra le altre cose. Nel suo "Documento strategico" sul Marocco per il periodo 2007- 2013, la UE ritiene il processo di democratizzazione e dello Stato di diritto al Marocco « il più avanzato della zona ». Rare sono state le critiche pubbliche formulate dai responsabili europei a proposito delle pratiche del Marocco in materia dei diritti umani. In luglio la UE e il Marocco hanno firmato un accordo di 654 milioni di euro come aiuto finanziario europeo per il periodo 2007-2010. L'accordo designa « i diritti umani e la gouvernance » come uno dei settori prioritari.
Ancora una volta le Ong dei diritti umani riferiscono dell'iniquità dei processi del 2003, iniquità mai sanata e che ha colpito così duramente Abou Elkassim Britel.
Hrw citava il caso Britel nel Rapporto Mondiale 2007 ed Amnesty International nel Rapporto sull'Italia al Comitato ONU contro la Tortura, in aprile 2007.
Amnesty International nel Rapporto annuale 2007 cita ugualmente i processi del 2003.
Nelle prigioni marocchine 30 marzo 2008
Due articoli di Mohamed Zainabi pubblicati da Le Reporter esplicitano la costante preoccupazione per la vita di mio marito.
E mentre ricevo notizie sempre più preoccupanti da Oukasha, le autorità italiane persistono nell'assenza di iniziative concrete per la liberazione di Abou Elkassim Britel.
Che dire delle tante assicurazioni e parole di queste stesse autorità per convincerci che era necessario interrompere lo sciopero della fame in presenza di trattative aperte e a buon punto?
Prigioni : L'inferno con le sbarre
Un detenuto è morto ultimamente nella prigione di Oukasha, un altro si è suicidato… leggi tutto >>>
Fonte LE REPORTER – url : http://www.lereporter.ma/article.php3?id_article=5544
Allarme : i prigionieri si nascondono per morire
Tra il mese di gennaio e febbraio di quest'anno, l'Osservatorio marocchino delle prigioni ha recensito non meno di 13 morti nelle diverse prigioni del Marocco… leggi tutto >>>
Fonte LE REPORTER – url : http://www.lereporter.ma/article.php3?id_article=6011
Abou Elkassim Britel su Arcoiris Tv 26 marzo 2008
Così racconto la storia di Kassim per Arcoiris Tv:
Il caso Britel - La Tana del Satyro intervista Anna Lucia Pighizzini
L'intervista è stata registrata in febbraio, non ci sono pertanto riferimenti a ciò che ho potuto vedere di persona durante il mio recente viaggio in Marocco.
Grazie alla redazione di Piacenza che, con grande pazienza, ha raccolto la storia nei giorni faticosi ed inquieti seguiti alla sospensione dello sciopero della fame di Kassim.
Ancora una volta chiediamo a chi ci legge di diffondere la vicenda di Abou Elkassim Britel, grazie.
Su Arcoiris Tv si può chiedere di vedere il filmato sul satellite, segnalarlo ad amico, commentarlo, e farlo vedere sul proprio sito.
DICHIARAZIONI E GRAZIE REALI 24 marzo 2008
Da La Gazette du Maroc, 7 marzo 2008,
alcune righe di un articolo sul messaggio che Mohammed VI ha indirizzato lo scorso 4 marzo alle forze dell'ordine. Lo faccio perché ci riguardano da vicino … leggi tutto >>>
SEI ANNI FA… 10 marzo 2008
il 10 marzo 2002 Abou Elkassim Britel veniva fermato ad un posto di blocco a Lahore ed illegalmente detenuto in segreto: iniziava un viaggio, tuttora in corso, nell'assenza di diritto, nella brutalità, nell'ingiustizia …
Un viaggio che Kassim ed io paghiamo con la privazione della nostra vita.
Oggi 10 marzo 2008, Kassim è alla metà esatta dei nove anni di carcere che gli sono stati comminati in un momento molto grave della storia del Marocco, un momento di dolore che ha visto prevalere paura, repressione ed irrazionalità.
Appena rientrata dal mio ultimo viaggio in Marocco, provo una pena indicibile per le sofferenze di mio marito e temo lo stato in cui si trova: stenta a riprendersi dopo il lunghissimo sciopero della fame e non vede la fine del tunnel.
Dopo anni di lotta per la verità, la giustizia e la vita sono aggredita da un senso d'impotenza mai provato e che devo superare per continuare fino alla liberazione di Kassim.
Da lui e da me un grazie sentito a chi continua a sostenerci: le vostre azioni e le vostre parole ci sono di aiuto in questo periodo così critico, grazie! C'è più di qualcuno che vorrei nominare, ma temo di dimenticarne altri… khadija
Un video per raccontare di Kassim e delle rendition 13 febbraio 2008
"CONSEGNATO" il video di Andrea Minoglio che racconta il lavoro di Giovanni Bianchini e la vicenda di Kassim è in rete.
12 minuti sapienti e consapevoli che rendono meglio di tante parole il furto della vita e della dignità che da quasi sei anni un uomo subisce. Dal 10 marzo 2002 a …. ?
Al link: http://www.minoglio.it/?cat=45 per Kassim e per tutte le vittime di quest'ingiustizia!
Grazie Andrea! Grazie Giovanni!
per commenti ed impressioni vai al post su "Libertà per Kassim"
POSTA RICEVUTA: Giulietto Chiesa scrive al Ministro D'Alema 1 febbraio 2008
Illustre Ministro degli Esteri,
Le scrissi, lo scorso anno, per perorare la causa di Kassim Britel, cittadino italiano incarcerato nelle prigioni del Marocco e processato, sotto accuse di terrorismo mai provate, con un procedimento della cui correttezza vi sono mille ragioni per dubitare. In Italia Britel è stato processato e prosciolto, ed è dunque incensurato.
Da diversi anni Britel si trova in condizioni disumane, la sua salute si è aggravata. Non vi sono vie d'uscita "normali" senza un intervento politico dall'esterno.
Lei mi rispose, allora, che quanto era possibile fare era stato fatto dalla nostra rappresentanza diplomatica a Rabat. Tuttavia a me pare che il peso dell'Italia possa essere usato per indurre il governo del Marocco a cercare una soluzione.
Alla luce delle risultanze della Commissione Temporanea del Parlamento Europeo che indagò sui voli segreti della CIA in Europa, che evidenziarono gravi violazioni dei diritti umani in tutta la filiera di una caccia al terrorista condotta senza rispettare nessuna norma civile, emerse che, in molti casi, le accuse ai prigionieri - predisposte su indicazione dei servizi segreti statunitensi - si rivelarono infondate.
La condotta processuale contro Britel ha dimostrato che le accuse erano state prefabbricate dall'esterno. Non dovrebbe essere difficile fare presente queste circostanze se non ai giudici del Marocco, almeno al Ministro degli Esteri di quel paese.
La prego dunque vivamente, in nome dell'umanità e della giustizia, oltre che della dignità del nostro paese, di intervenire energicamente perchè Britel possa ritornare alla sua famiglia e in Italia, libero.
Distinti saluti Giulietto Chiesa
url:
http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=941
Da non perdere a Milano la mostra di Giovanni Bianchini, che presenta tra l'altro la sua installazione sulle extraordinary rendition, completata da un video di Andrea Minoglio.
È un'opera strettamente connessa con la vicenda di Kassim, leggi tutto >>>
Giovedì 31 gennaio dalle ore 21:00- SHAKE - Milano Viale Bligny, 42
Inaugurazione e presentazione della mostra
Respinto al mittente … Per delineare meglio il valore sociale degli interventi di Bianchini, sarà in mostra Extraordinary rendition, … … L’installazione comprende il video di Andrea Minoglio, liberamente ispirato alla vicenda di Abou Elkassim Britel, che racconta alcune fasi di un'ipotetica extraordinary rendition. leggi tutto >>>
Mail-art a impatto sociale
intervengono Giovanni Bianchini e Andrea Minoglio
Giorni di silenzio, è difficile raccontare ciò che non sai e non vedi.
Kassim, innanzitutto, la visita dei parlamentari l'ha molto emozionato. Ora cerca di ristabilirsi in salute, si nutre ancora con molta difficoltà, si sforza di camminare un po’ tutti i giorni, ha abbandonato il bastone con il quale si aiutava, non dorme ancore bene e coltiva la speranza di tornare presto a casa.
Ad Oukasha ci sono state delle morti improvvise e sospette, che hanno molto colpito mio marito, ne parla spesso durante le telefonate. Una visita all'infermeria del carcere l'ha sconvolto: è entrato in contatto con detenuti comuni in condizioni di estremo degrado personale e in un ambiente pieno di fumo.
Sui giornali marocchini diversi articoli sul caso Britel e sulla visita dei parlamentari italiani, pubblichiamo sulla pagina in francese l'articolo de L'ECONOMISTE del 15 gennaio.
Un resoconto sul viaggio in Marocco in Per Kassim resta una speranza di Enea Guarinoni pubblicato da Carta settimanale n.1/2008.
Massimo D'Alema si è recato in Marocco la scorsa settimana, non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale in merito, ma pare che abbia consegnato una lettera in favore di Kassim al suo omologo marocchino.
Aspettiamo e non rinunciamo a sperare.
Altre adesioni alla petizione sarebbero utili. Grazie a coloro che hanno fin qui aderito e che ci sostengono con le loro mail e a coloro che continuano a diffondere l'informazione su questa vicenda che la maggior parte dei media continua volutamente ad ignorare.
VOLI CIA, LOCATELLI (RC-SE) DE ZULUETA (VERDI) : GRAVI LE CONDIZIONI DI BRITEL. IL GOVERNO INTERVENGA PER SUA LIBERAZIONE Le condizioni di Elkassim – spiega Locatelli - sono gravi dopo 53 giorni di sciopero della fame e dopo le torture e le privazioni subite nel corso della sua lunga detenzione. Elkassim è però molto determinato per la sua liberazione. Chiediamo che la sua condizione detentiva venga migliorata e allo stesso tempo chiediamo un impegno deciso da parte del Governo italiano per la sua liberazione. La visita in Marocco del Ministro degli esteri Massimo d’Alema il prossimo 21 gennaio - conclude Locatelli - è la giusta occasione per riproporre alle autorità marocchine la questione.
I deputati hanno incontrato oggi Elkassim Britel nel carcere di Casablanca Roma, 10 gennaio 2008
Ezio Locatelli (Rifondazione Comunista) e Tana de Zulueta (Verdi) si sono recati oggi presso il carcere marocchino di Oukasha per verificare le condizioni di Abu Elkassim Britel il cittadino italiano rapito dalla Cia con uno dei famigerati voli segreti operati in Europa.
in inglese, l'intervista a Khadija di Cageprisoners 9 gennaio 2008 Le notizie precedenti sullo sciopero alla pagina Abou Elkassim Britel: uno sciopero della fame lungo 53 giorni COME POTETE AIUTARCI : promuove un'azione per la liberazione di Abou Elkassim Britel : 1. lettere o messaggi che esprimano la preoccupazione per le sue condizioni e la richiesta della sua liberazione vanno inviate a: - Ambasciata d'Italia, 2 Zankat Idriss Al Ahzar, Rabat, Marocco; - On. Massimo D'Alema, Ministro degli Affari Esteri, Piazzale della Farnesina 1 - 00194 Roma, Italia; - On. Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, Largo Luigi Daga 2, I - 00164 ROMA, Italia; - Sua Altezza Reale Mohammed VI, re del Marocco, Palazzo Reale, Rabat, Marocco; 2. una mail di conferma e sostegno direttamente a FAIR TRIALS INTERNATIONAL, associazione di avvocati inglesi che si occupa di cittadini europei, coinvolti in procedimenti penali all'estero, i cui diritti sono stati violati o rischiano di esserlo. dicembre 2007 - Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano : https://servizi.quirinale.it/webmail/ - Presidente del Consiglio Romano Prodi : http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_presidente.asp - Governo italiano : http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_presidente.asp - Khadija, mail : info@giustiziaperkassim.net "Il Sole-24 Ore" - 20 dicembre - di Claudio Gatti: « La Farnesina e la sorte dell’ italiano Elkassim ». Grazie! “Il Manifesto” - pag. 3 - del 16 dicembre 2007 sul caso Britel - articolo di Stefano Liberti ed intervista a Claudio Fava di Alberto D'Argenzio. Grazie! JUSTICE FOR KASSIM العدالة لأبوا لقاسم حرروا أبو القاسم Free Kassim Libertad para Kassim Liberté pour Kassim Freiheit für Kassim Λευτεριά στον Κασίμ Liberdade para Kassim Libertate pentru Kassim! Kassim libero ! Nel maggio del 2002, il cittadino italiano Abou Elkassim Britel, ammanettato, incappucciato, denudato, vestito di un pannolino, incatenato fu trasferito dalla CIA dal Pakistan in Marocco dove fu torturato da agenti dell'intelligence marocchina e dove ora è in carcere. Nel maggio 2003, liberato senza accuse, dopo una lunga e dura detenzione in segreto, al momento di rientrare in Italia, fu di nuovo rapito e fatto sparire, complici i servizi italiani. Subì altri 4 mesi di detenzione segreta e nuove torture, poi fu processato senza alcuna garanzia. Prima condannato a quindici anni di carcere, la sua pena venne ridotta a 9 anni. Kassim è innocente delle accuse di terrorismo come risulta dall'archiviazione dell'indagine italiana. Il Parlamento europeo ha sollecitato il governo italiano a prendere misure concrete per ottenerne l'immediato rilascio. Lo stato italiano tace e l'ingiustizia nei confronti di Abou Elkassim Britel continua. Un movimento in favore della scarcerazione di Elkassim – per la quale si chiede al governo italiano di impegnarsi in modo chiaro e forte – si sta sviluppando in Italia e nel mondo. Per sapere cosa potete fare, contattateci a questo indirizzo : Grazie a Fausto Giudice e ai traduttori di TLAXCALA per la loro solidarietà ed il prezioso lavoro! 11 agosto 2007
GIUSTIZIA PER KASSIM, PERCHÉ? 15 maggio 2007 Vi presento mio marito. Sì, quello che vedete nella fotografia, si chiama ABOU ELKASSIM BRITEL, detto KASSIM. È un cittadino italiano, ma prima di tutto un essere umano, che ha subito di tutto dal marzo 2002: arresti illegali, detenzioni in segreto, extraordinary renditions, torture fisiche e psicologiche, interrogatori violenti, processo iniquo e viziato, carcere duro, anni di indagine conclusa con l'archiviazione, … speranze, aspettative, delusioni, INNOCENTE ma sempre detenuto e lo resterà sino a settembre 2012 se… non otterrà la giustizia che gli spetta La nostra storia vi sembra incredibile? Vi interessa? Volete sapere ciò che accade e che non viene raccontato? Visitate questo sito: perché l' ingiustizia cessi, perché possiamo tornare ad una vita degna di tale nome è nostro diritto irrinunciabile! A chi crede che i diritti umani siano da rispettare sempre e comunque e, perciò vorrà sostenerci, il nostro grazie.
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Url per la mail: http://www.fairtrials.net/index.php/contact_us/
Kassim e Khadija ringraziano tutti coloro che li stanno sostenendo, ogni mail, ogni messaggio è per noi aiuto e prezioso incoraggiamento, grazie!
SCRIVETE A :
Oggi è rinchiuso nel carcere di Äin Bourja a Casablanca, dal quale dovrebbe uscire nel 2012.
Raggiungeteci !
info@giustiziaperkassim.net
Per saperne di più : http:// http://www.giustiziaperkassim.net//
Khadija



